I ponti termici… questi (mi)sconosciuti

I ponti termici… questi (mi)sconosciuti

I ponti termici sono un bel problema: danno da fare sia alla casalinga, che ne ritrova i danni conseguenti, sia al costruttore il quale dopo averli realizzati perde un sacco di tempo per dire alla casalinga che deve aprire le imposte, deve arieggiare, deve ricambiare aria…

 

La casalinga ed il costruttore

Ma cominciamo dall’inizio, cioè dalla casalinga: dopo aver acquistato la sua nuova casa, un bel giorno intravede un’ombra scura nell’angolo in alto tra il soffitto e la parete, poi in bagno nello spigolo – sempre in alto –, poi in camera dietro l’armadio e scopre di fatto un nuovo inquilino, anzi miliardi di nuovi inquilini: le muffe!

Per sloggiarle usa – e si respira – tutti i prodotti del mondo, dal cloro all’ammoniaca, interpella gli imbianchini che le propinano prodotti magici – e se li respira. Ma dopo un po’ le muffe tornano, sempre negli stessi posti e sempre più vive che mai.

Dopo aver consultato le amiche, gli amici, i cugini va dal famoso costruttore che inizia a dire “è inevitabile”, “in ogni casa c’è un angolo sfortunato”, “mi dica hi non ce l’ha”, “è normale avere ponti termici”; il rimedio? “Signora non voglio essere maleducato ma lei non arieggia a sufficienza, le case devono respirare aria fresca!!! “ e se ne va. Ovviamente lasciando la signora nell’angoscia e con la consapevolezza che non si libererà mai del problema perché in ultima analisi la colpa è sua: non ricambia l’aria!

Per cui oltre al danno anche la beffa… e oltre la beffa c’è che il tutto non è gratis:

  • quando c’è un ricambio d’aria questa deve essere nuovamente riscaldata (o raffrescata) con una ingente iniezione di energia termica che costituisce un aggravio di spesa… e chi paga?
  • di più: quando si ricambia, l’aria fredda raffredda tutto: mobili, pavimenti, pareti e non basta riscaldare la quantità di aria ricambiata per tornare alle condizioni precedenti e la quantità di energia immessa dovrà essere in misura notevolmente maggiore… e chi paga ? risposta facile e semplice: l’utente finale (nel nostro caso la casalinga!).

Bene, un pistolotto simile per la solita storia che a forza di scaricare il barile il colpevole è l’ultimo arrivato!

Il problema è che equivale ad aver acquistato una automobile e ritrovarsela con qualche difetto nella carrozzeria senza aver mai sfiorato un muretto. Chi mai comprerebbe un’auto simile? Avete mai visto una pubblicità con la scritta “auto nuove con graffi sul cofano”?

 

Cosa sono i ponti termici?

Il problema è ben conosciuto, non si manifesta da pochi anni, non è il frutto bacato di una nuova era tecnologica. E’ un semplice problema di fisica tecnica: laddove in un elemento edile (muro, solaio, vetro), date varie temperature e valori di umidità relativa, vi è una certa differenza termica tra l’interno e l’esterno, c’è il deposito di vapore acqueo sulla superficie. Se vi è persistenza di questa condizione per un certo periodo, si creano i presupposti per la formazione di muffe (che sono microscopiche spore “presenti e trasportate” dall’aria). Capite bene che non dipende dal secolo in cui vivete.

 

Quali sono le cause dei ponti termici?

Perché c’è questa differenza termica? 1000 motivi: caratteristiche dei materiali, tipologie costruttive, combinazioni scorrette fra i materiali, forma dell’elemento costruito. Tante sono le variabili in gioco ma quasi nessuna per colpa dell’ultimo arrivato.

Abbiamo detto che deve esserci una differenza termica fra le due facce dell’elemento su cui si deposita il vapore acqueo; ma quanto dev’essere questa differenza? come tutte le cose di questo mondo la risposta è quasi sempre: “dipende”. Si, non è fissa, dipende dalla temperatura e dipende dall’umidità relativa.

 

Come individuare e diagnosticare i ponti termici?

Si può calcolare il momento in cui c’è il deposito di vapore acqueo: si arriva sul posto, si prendono alcune misurazioni con appositi strumenti e se ne ricavano i valori di riferimento. Ma questo fa parte della diagnosi, quando si è già scoperto il male.

Perché di male si tratta; oramai vi è ampia e approfondita letteratura scientifica sulla “sindrome da casa malata” ovvero di tutte quelle patologie umane che derivano dall’abitare un edificio che porta con sé elementi di malessere – e la muffa è uno di questi.

 

Come si risolvono i problemi di un ponte termico?

Se ricordate, all’inizio il costruttore diceva: “è inevitabile”. Chiediamoci se è vero, se necessariamente ogni volta che abito un ambiente questo porta con sé un angolo di muffa, se per forza di cose me la devo respirare (o respirare i prodotti che la fanno “scomparire”).

Visto che il problema è tecnico (ovvero scienza applicata) sicuramente la tecnica potrebbe risolverlo. Ed anche in modo piuttosto semplice: far si che non vi siano le differenze di temperatura fra i lati dell’elemento edile che consideriamo!

Come si fa? le tecniche di risoluzione sono molteplici e ognuna deve essere applicata dopo una attenta valutazione del caso proposto – e in questo articolo non possiamo elencare/risolvere tutti i casi.

Il modo migliore per poter verificare la presenza dei ponti termici è tramite l’utilizzo di una termografia professionale.

 

Quanto costa un ponte termico in un fabbricato?

Finora ci siamo rivolti solo al lato “salute” ma potremmo affrontare anche il lato “risparmio” (anche se qualche riccone potrebbe dire che non è un suo problema).

Quanto ci costa (in Euro) un ponte termico in un fabbricato?

Prendiamo in esame solo quello di tipo orizzontale dettato dal solaio che intercetta il muro. Nell’esempio qui sotto, si tratta di circa 45 metri per ogni piano:

Dove si possono trovare i ponti termici in un fabbricato

Fabbricato tipo: 2 piani più sottotetto (perimetro 45 ml)

QT = (45 * 3 * 0,506 W/mk * 2.410 GG * 24) / 1000 = 3.951,05 Kwh/a

In 30 anni (vita media di un fabbricato) quindi arriviamo a 118.531,52 Kwh che equivalgono circa a 12.000 € (!!!).

La foto successiva esemplifica buona parte dei ponti termici presenti, sia palesi che più nascosti. I metri in gioco sono ben più dei 135 dell’esempio riportato sopra e qualcuno di questi potrebbe essere anche molto più dispendioso di quello preso in esame precedentemente.

Posizione ponti termici

In pratica in trent’anni di vita media di un fabbricato spendiamo la stessa cifra dell’acquisto… vabbè dai un poco meno!

 

Affrontare la questione fin dalla progettazione

Ne facciamo una questione di principio: comperate case progettate bene!

Riprendiamo la questione dal punto di vista tecnico: un fabbricato parte sempre da un progetto ed il progettista conosce di per certo la questione dei ponti termici e deve predisporre accorgimenti costruttivi già in sede di progetto (e la metodologia BIM ci aiuta in modo che si potrebbe definire enorme) per ovviare al possibile danno.

Ma non solo: tutta la filiera seguente, fino alla realizzazione completa, è oggi in grado di affrontare il problema dei ponti termici e risolverlo adeguatamente con i materiali normalmente in commercio e senza che i costi abbiano un “peso percentuale” sul prodotto finito particolarmente elevato.

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