Perchè il BIM (Building Information Modeling) nei piccoli studi di progettazione

l'effetto WOW dei progetti BIM

Perchè il BIM (Building Information Modeling) nei piccoli studi di progettazione

BIM, BIM 1-2D-3D…7D, LOD 100 200 A B C, IFC, Plan of work … non passa giorno che arrivino 1-2-10 mail sull’argomento, siamo subissati dalla novità…

Ora… non è il caso che siamo noi a spiegare cos’è il BIM, lo fa già, e meglio di noi, un sacco di altra gente, ma tra le domande che ci poniamo ce ne è una su cui ci è parso giusto fare una sommaria ricerca, scambiarci qualche opinione, e provare a darci una risposta: perché mai un piccolo studio di progettazione dovrebbe abbracciare questo metodo?

E pensiamo proprio ai piccoli studi, quelli composti da due, tre tecnici con un giovane collaboratore che si fa le ossa, quelli che hanno allargato a dismisura la competenza perché il lavoro non va mai rifiutato… e spaziano dal catasto all’energia, dall’amministrazione condominiale alla progettazione, dalla collaborazione con le imprese alla topografia… in buona sostanza a quelli come noi!

Perchè il BIM nei piccoli studi di progettazione?

Il valore del metodo B.I.M. per i piccoli studi di progettazione

Sgombriamo subito il campo da equivoci: i grandi studi di progettazione, quelli blasonati da sempre, che affrontano i progetti solo se il budget è molto importante, o fanno concorsi internazionali per un policlinico o un museo, non possano tirarsi indietro, anzi quelli si sono già attrezzati e sono pronti, o quasi, ad affrontare il futuro perchè è inconfutabile che il BIM sia il futuro nel campo della progettazione.

Torniamo a quell’insieme che ci interessa: quali sono i principali argomenti che fanno desistere i “piccoli” dal cambiare il modo di lavorare?

Troppo difficile”

“Troppo costoso”

“Io non ne ho bisogno, in fin dei conti oggi si può lavorare anche senza, lo faccio (quasi) tutti i giorni!”

Di cambiamenti ce ne sono stati parecchi negli ultimi anni; pensate solamente alla normativa sul contenimento energetico: nel 2007 si costruiva (più o meno) come si costruiva nel 1970. Dal settembre di quell’anno è partita una fase che, in pochissimi anni, ha reso obsoleti un numero spropositato di fabbricati e ci ha obbligato a fare i conti con soluzioni tecniche radicalmente diverse. Oppure, restando nell’ambito delle tecniche di disegno, chi oggi disegna ancora con tecnigrafo e rapidograph? Sarebbe praticamente impossibile lavorare, dato che anche la sola presentazione delle pratiche viaggia in telematico. Ormai la quasi totalità degli studi di medio-piccole dimensioni stanno operando da molto tempo con sistemi CAD tradizionali. I disegnatori hanno semplicemente sostituito il tecnigrafo con uno schermo, disegnano comunque alla stessa maniera: righe, cerchi, polilinee (concetto inesistente con i rapidograph), inserimento di blocchi già confezionati etc., fino a ottenere risultati certamente migliori, specie nella correzione, nelle varianti e nella archiviazione. I tempi si accelerano a dismisura, ma nella primitiva sostanza il mestiere del progettista è identico a quello che era in precedenza e c’è addirittura chi teorizza il necessario ritorno alle tecnologie del passato!

tecnologie per disegnatori e progettisti

Cambiano gli strumenti ma non il mestiere del disegnatore. O almeno, così è stato fino ad oggi…

Dunque solo un po’ di inerzia, e resistenza generalizzata al cambiamento? Indubbiamente l’investimento iniziale, in termini di formazione e aggiornamento professionale, può spaventare qualcuno. Ma torniamo alla domanda iniziale e vediamo i vantaggi che la metodologia BIM può portare, anche a uno studio di progettazione medio-piccolo:

1) Qualità

Il BIM ci costringe ad essere più precisi, quel che disegniamo contiene tutte le informazioni, sia quantitative che qualitative, dell’elemento disegnato. Ci costringe a decidere da subito come e con cosa costruire, e poi lo vediamo ruotare, girare e lo manipoliamo come se fosse già realizzato in cantiere… se devo dirla tutta ci costringe a fare (bene) il nostro mestiere: progettare!

2) Interoperabilità

La collaborazione con gli strutturisti e gli impiantisti e con le altre figure professionali non avviene più con una relazione di poche righe, spesso di difficile interpretazione e con ampi margini di labilità; con il BIM si parte da una base comune, indipendentemente dal software che gli altri utilizzano, e su quella base, non da un “ricalco” o peggio da un “ridisegno”, si lavora individuando subito le criticità, le interconnessioni, e trovando soluzioni applicabili già in fase di progetto, e NON lasciate alla scoperta in cantiere.

3) Percorso decisionale

Se ci pensate, è il risultato delle prime due motivazioni: progettare va di pari passo con decidere. Se le scelte progettuali vengono definite a monte, i tempi si riducono e -cosa più importante- non siamo costretti a decisioni estemporanee nella fase di costruzione, decisioni di cui, spesso, non abbiamo la completa visione del “dove ci portano” e di quali implicazioni comportano.

4) Minimizzazione degli errori e delle incomprensioni

Se c’è una trave non possono passare i tubi di scarico! Quanti tubi devono passare nel foro del solaio? Non immaginavo che servissero tutti quei corrugati per l’elettricista, dove li facciamo passare? Ma non solo. Con la progettazione BIM, invece, tutto quello che abbiamo disegnato, avendo anche le informazioni di quantità e qualità, lo possiamo computare e abbinare a voci di elenco prezzi, probabilmente facendo anche una migliore figura con la committenza; oggi i software di computo leggono in automatico il modello BIM ed estraggono tutto l’estraibile!

informazioni estratte dai modelli BIM

I software di progettazione estraggono dai modelli BIM tutte le informazioni rilevanti sulla costruzione

5) Risparmio di tempo

Mettete insieme i punti 1, 2, 3 e 4: la naturale e ovvia conseguenza è il risparmio di tempo (e scusate se è poco!)

6) Fattore WOW

Non è fondamentale, ma… aiuta. L’essenza grafica del BIM si manifesta con il modello 3D e di conseguenza la possibilità di vedere il modello secondo diverse prospettive, proiezioni, sezioni. Il 3D è diffuso da molti anni, il 3D architettonico parametrico pure, ma rimangono ancora moltissimi studi che utilizzano sistemi CAD 2D tradizionali. Mostrare al cliente il modello 3D, in cui ci si può muovere, anche con le innovative tecniche VR immersive significa offrirgli una qualità e percezione di livello nettamente superiore; il committente in questo modo può avere una visualizzazione accurata, dettagliata, realistica ed immersiva di come sarà il suo progetto.

l'effetto WOW dei progetti BIM

Anche questo è BIM, ed è un buon inizio… per il futuro.

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