Caso Studio: Indagine per Rilevare i Fattori di Formazione della Muffa

Proiezioni possibile formazione muffe

Caso Studio: Indagine per Rilevare i Fattori di Formazione della Muffa

Premessa

Viene fatta la presente indagine ha lo scopo di verificare la presenza e le condizioni che presuppongono la formazione di muffe. In particolare nell’armadio e su porzioni di murature perimetrali in prossimità della cameretta in uso ad una bimba di un anno.

La muffa è composta da microrganismi viventi che si sviluppano sui muri, consumando vernici e intonaci. Il problema non è soltanto di natura estetica e strutturale.   Le micotossine prodotte dalla muffa rappresentano un rischio per la salute, soprattutto per bambini e per persone allergiche o deboli, che possono sviluppare malattie respiratorie.

Rilievo termografico

(effettuato con termocamera FLIR E60BX da operatore termografico di 2° livello UNI EN 473/ ISO 9712)

L’analisi termografica permette di rilevare se in un ambiente esistono le condizioni favorevoli alla formazione di muffe e condense.

Nell’immobile oggetto di verifica è stata effettuata un’indagine con termocamera FLIR E60BX la quale ha permesso di verificare che non sono presenti infiltrazioni di acqua tali da impregnare le murature di umidità, nè sui muri perimetrali a fianco della portafinestra (vedi foto), nè sulla muratura perimetrale dove c’è l’armadio.

Sono invece visibili chiaramente i ponti termici dovuti alla costruzione, quali attacco del muro a terra (vedi foto interne). attacco del pianerottolo (vedi foto esterna), soglia e sigillatura del serramento. Tali ponti termici, nella situazione ispezionata, tendono ad abbassare la temperatura superficiale delle pareti, fino a raggiungere temperature critiche che in particolari condizioni di umidità relativa possono essere favorevoli alla formazione di condensa.

Analisi termografica per ponti termiciLato sinistro della portafinestra (foto)

Fotografia interna lato sinistro portafinestra

Ponti termici rilevati dalla termocamera

Rilevamento ponti termici con termografia Lato destro della portafinestra

Foto interna lato destro portafinestra

Risultato dell'analisi termografica

Ponti termici solaio e serramento foto esterna

Foto esterna

Risultato dell'analisi di solaio e serramento

Rilievo termoigrometrico

Il rilievo termoigrometrico ci permette di monitorare le condizioni ambientali per un periodo di tempo più lungo, in modo da avere un quadro più chiaro dei rischi effettivi connessi al clima interno.

A tal fine è stato posizionato un datalogger Testo mod. 174H (matr. 36913400) all’interno della cameretta, sulla scrivania all’altezza di circa 1 mt dal pavimento, che ha registrato misurazioni puntuali di temperatura ed umidità relativa ogni 5 minuti per 21 giorni per un totale di 7382 misurazioni.

Risultati rilievo termoigrometrico

Grafico dei risultati

La verifica ha permesso di verificare l’andamento dinamico delle due variabili, con temperatura variabile tra 6,8 °C e 20,3 °C (indicato con linea blu) e l’umidità relativa variabile tra il 24,2 % e l’83,2% (indicato con linea rossa).

Da notare che la posizione del datalogger è comunque “favorevole” in quanto ovviamente dietro gli armadi, nei cassetti e negli angoli la ventilazione è ancora minore e l’umidità relativa rilevata potrebbe essere ancora più elevata.

Analizzando puntualmente i diagrammi giornalieri si nota come la percentuale di umidità salga dal 40% circa a oltre l’80% non appena le finestre vengono chiuse, raggiungendo valori critici.

Se uniamo tali valori alle temperature superficiali delle pareti, raffreddate anche dalla lunga durata di ventilazione del locale che ci porta ad un abbassamento della temperatura ambiente, notiamo che abbiamo un punto di rugiada molto basso, e che il problema è ancora più sensibile nei punti dove ci sono i ponti termici con temperature superficiali estremamente basse.

Si tenga anche presente che nelle giornate di indagine, la situazione metereologica esterna era particolarmente secca, con umidità molto bassa e che presumibilmente, in situazione media normale, l’umidità possa risultare superiore in quanto arieggiando il locale non si riesca ad abbattere l’umidità in modo cosi sensibile. (in un m3 di aria a 20°C con Ur 65% è contenuta una quantità di acqua pari a 11,3 gr/m3, in un m3 di aria a 10°C con Ur 65% è contenuta una quantità di acqua pari a 6,1 gr/m3 ecco perché l’aria fresca è normalmente più “secca”)

A titolo semplificativo si riporta il diagramma di tre giornate “lavorative” (9-11 gennaio) e due giornate “festive” (14-15 gennaio).

Grafico del rilievo termoigrometrico nelle 3 giornate lavorative

Diagramma tre giornate lavorative (9-11 gennaio)

Dati meteo per gli stessi 3 giorni

Dati meteo da archivio (T.media °C, T.min °C, T.max °C, Umidità max %)

Diagramma termoigrometrico delle 2 giornate festive

Diagramma due giornate festive (14-15 gennaio)

Dati meteo da archivio
Dati meteo da archivio (T.media °C, T.min °C, T.max °C, Umidità max %)

Grafico rilievo termoigrometrico 5-6 Gennaio

Diagramma due giornate festive (5-6 gennaio)

Proiezioni

Alla luce delle verifiche fatte “in opera” è possibile, tramite software di simulazione dinamica, verificare la possibilità di formazione di muffa (vedi parti verdi nelle foto) modificando le condizioni ambientali quali temperatura ed umidità, e tenendo come costante la temperatura superficiale delle pareti rilevata con termocamera.

Proiezioni possibile formazione muffe Dati proiezione muffa

Nelle condizioni rilevate e registrate dal datalogger, con umidità relativa intorno all’80% e temperatura di circa 17 °C, le pareti raggiungono una temperatura di rugiada calcolata in 13,5 °C. Tali punti sono soggetti alla formazione di condensa e, alla persistenza delle condizioni, di muffa.

Si può notare che nell’arco della giornata, in modo quasi costante, le superfici sono a rischio di formazione di muffa.

Proiezioni

Nello stesso modo è possibile provare a fare delle proiezioni modificando temperatura interna e percentuale di umidità.

In tali situazioni si vede chiaramente come alzando la temperatura interna o abbassando l’umidita il rischio di formazione di muffa diminuisce, in quanto con 50% di Ur e 19°C di Temperatura interna il punto di rugiada passa a 8.4°C mentre le temperature superficiali si mantengono quasi ovunque superiori.

Proiezioni formazione muffe Risultati proiezioni muffa

Al modificare delle condizioni di umidità relativa e temperatura ambiente, anche la temperatura di rugiada varia. Per esempio con una umidità relativa corretta, intorno al 50%, e temperatura ambiente di 19 °C.  Le porzioni soggette a condensa e probabile formazione di muffa si riducono notevolmente e si presentano solo al contorno della finestra.

Si può quindi dedurre che gli elementi che concorrono alla formazione di muffe e/o condense sono principalmente i seguenti:

  • Temperatura superficiale delle strutture

  • Umidità relativa interna

  • Temperatura interna dell’ambiente

A loro volta influenzati da:

  • Ventilazione dei locali

  • Isolamento termico delle strutture

Si noti infatti che il rischio muffa può essere anche abbassato aumentando la temperatura superficiale delle pareti. L’aumento si può fare tramite isolamento termico oppure effettuando la ventilazione naturale in modo corretto ed efficace. Nelle condizioni del test, la percentuale di umidità scende a valori accettabili dopo circa 30 minuti di ventilazione del locale.   Durante tale intervallo la temperatura interna e superficiale delle pareti si abbassa notevolmente, aggravando il rischio.

 

Conclusioni e consigli

Alla luce di quanto sopra si possono trarre le seguenti conclusioni:

  1. Non ci sono, nella parte analizzata, infiltrazioni di acqua, perdite, umidità di risalita.

  2. Le temperature superficiali sono troppo basse a causa dello scarso isolamento e/o ventilazione scorretta

  3. L’umidità interna raggiunge livelli eccessivi e pericolosi

  4. La temperatura dell’aria interna è spesso troppo bassa

Consigli

  1. Monitorare temperatura ed umidità mediante termoigrometro (anche di basso costo) in modo da non superare livelli critici, indicativamente umidità mai superiore al 50-55%

  2. Mantenere una temperatura interna non minore di 18 °C

  3. Limitare la formazione di umidità interna. (utilizzando sempre la cappa aspirante collegata all’esterno della cucina, utilizzare l’umidificatore solo se necessario, ventilare il bagno dopo la doccia…..)

  4. Effettuare ventilazione manuale efficace, per non più di 5-10 minuti più volte al giorno e a seconda delle condizioni climatiche interne ed esterne, monitorando l’effettivo ripristino delle condizioni ottimali.

  5. Valutare la possibilità di installare un impianto ventilazione meccanica controllata, correttamente dimensionato per gestire autonomamente le condizioni ottimali senza abbattere la temperatura interna.

  6. Verificare la possibilità di isolare termicamente le pareti esterne al fine di aumentare la temperatura superficiale, con particolare attenzione alla risoluzione dei ponti termici, con simulazioni dinamiche

  7. Valutare la possibilità di migliorare l’efficacia dei serramenti, limitando, ove possibile il ponte termico di posa

L’analisi è stata effettuata solo su una limitata porzione dell’unità immobiliare.   Nel caso si decidesse di effettuare interventi che riguardano l’intera proprietà si consiglia di effettuare una diagnosi energetica atta ad individuare gli interventi migliorativi, sia impiantistici che di isolamento, idonei alla riduzione dei consumi energetici dell’immobile e contestualmente all’aumento del comfort interno.

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